L'Europa prepara la risposta a Trump: ipotesi tasse sui servizi digitali USA
La risposta europea ai dazi imposti da Donald Trump sta prendendo forma
La risposta europea ai dazi imposti da Donald Trump sta prendendo forma. Dopo l'annuncio del presidente statunitense di una nuova impennata tariffaria su oltre 60 Paesi, compresi gli alleati storici come l'Unione europea, Bruxelles si prepara a reagire con misure che includeranno anche le big tech statunitensi. Lo ha confermato la portavoce del governo francese, Sophie Primas, intervenuta in diretta all'emittente RTL: "Attaccheremo anche i servizi, per esempio i servizi digitali, che oggi non sono tassati e che potrebbero esserlo, per esempio i GAFAM", ha dichiarato, utilizzando l'acronimo delle iniziali di Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft.
La Francia, da sempre tra i Paesi europei più attivi nel richiedere una regolamentazione fiscale dei colossi tech statunitensi, ha reso noto che la strategia europea seguirà un approccio graduale. Una prima risposta è attesa intorno alla metà di aprile e riguarderà i settori dell'acciaio e dell'alluminio, già direttamente colpiti dai dazi statunitensi. Una seconda ondata di contromisure, più ampia, dovrebbe essere pronta entro la fine del mese e comprenderà "l'insieme dei prodotti e dei servizi", con un focus particolare sul digitale.
PARIGI: ''SERVE UN RAPPORTO DI FORZA CON TRUMP''
"Continueremo a provare a negoziare con gli Stati Uniti", ha precisato Primas, "ma con il presidente Trump bisogna evidentemente entrare in un rapporto di forza".
Una dichiarazione che conferma il clima di crescente frizione tra le due sponde dell'Atlantico, nonostante i ripetuti inviti alla moderazione lanciati da Washington nei giorni scorsi per evitare un'escalation commerciale. "Abbiamo una gamma completa di strumenti e siamo pronti a questa guerra commerciale", ha ribadito la portavoce del governo francese, sottolineando come i dazi USA rischino di avere effetti pesanti anche sulla produzione europea, in particolare nei settori del vino e dei liquori.
"La nostra risposta è in fase di elaborazione tra i Paesi membri", ha spiegato ancora Primas, aggiungendo che l'Unione deve restare unita per reagire in modo efficace. Tra le opzioni in discussione anche restrizioni all'accesso delle imprese americane ai contratti pubblici europei. "Trump pensa di essere il padrone del mondo", ha aggiunto la Primas, che ha poi definito la sua posizione "imperialista", un atteggiamento che "avevamo un po' dimenticato ma che sta tornando con grande forza e determinazione".